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| Ferdinando VII di España |
Fernando di Borbone, nono dei
quattordici figli di Carlo IV e Maria Luisa de Parma venne al mondo con suo
nonno Carlo III ancora in vita, il 14 ottobre 1784. Fu battezzato con i nomi di
Fernando, Maria, Francisco de Paula Domingo Vicente Ferrer, Antonio, Giuseppe,
Joachin, Pascual, Diego, Juan Nepomuceno, Genaro, Francisco, Francisco Xavier,
Raffaele, Michele, Gabriele, Calixto, Cayetano, Fausto, Luis Ramon, Gregorio,
Lorenzo e Geronimo.
Governava in quel momento il
Viceré Fernando de Abascal quando il 2 Agosto 1808 arrivarono a Lima notizie da
Santa Fe de Bogotá e da Buenos Aires dell’abdicazione di Carlo IV in favore del
figlio Fernando il 10 aprile 1808.
Poco dopo, il Viceré ricevette
anche un ordine dal segretario di Stato Olaguer Feliu, di giurare fedeltà al
nuovo Sovrano. Il 4 ottobre dello stesso anno si conobbero in Perù la serie di
abdicazioni che avevano portato Napoleone ad imporre a suo fratello Giuseppe
Bonaparte come Re di Spagna.
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| José Fernando de Abascal, Marchese della Concordia e 38° Viceré del Perú |
D’altro lato, le pretese
provenienti dalla principessa Carlotta da Brasile, moglie del Re del Portogallo
in esilio, che considerava che innanzi al vuoto di potere lasciato dal fratello
Fernando VII, di dover prendere il controllo dei suoi possedimenti americani,
creava molto tensione nel Viceregno.
Abascal, uomo intelligente e
un politico accorto, decise che il giuramento di fedeltà al re Ferdinando VII
dovesse essere celebrato quanto prima e informò al “Cabildo” (Consiglio) della
città di Lima di procedere con i preparativi. Il 9 settembre 1808 il Consiglio
procedete a nominare come deputati per le celebrazioni ai sindaci ordinari
della città: il Marchese di Casa Calderon e Antonio Álvarez del Villar, e il
consigliere Javier María Aguirre. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, si
pubblicò per bando il decreto del 10 aprile precedente che comunicava
l'abdicazione di Carlo IV e la successione di Fernando VII al trono. Infine, il
10 ottobre venne annunciato al pubblico che il giuramento avrebbe avuto luogo
tre giorni dopo, alla vigilia del compleanno del nuovo Re. Il 13 ottobre si
tenne la cerimonia allo stesso modo in cui era stata fatta per i monarchi
precedenti.
1 - I BUSTI IMAGINARI DI FERNANDO VII
Quello era un caos che creava
anche problemi politici poiché nessuno sapeva chi era e come era in realtà il
monarca regnante e questo si riflette anche dal punto di vista monetario,
perché quando Fernando VII occupò il trono di Spagna nel 1808, come già
accaduto in precedenza, i nuovi punzoni per le Zecche indiane tardarono ad
arrivare cosicché tra il 1808 ed il 1811 circolarono attraverso i domini del
monarca assente più di cinque busti sulle nuove monete:
Il Busto di Giuseppe I
Bonaparte (nelle Indie non si coniò il suo busto, ma solo nelle Zecche della Penisola),
Il Busto di Carlo IV con
legenda di Ferdinando VII,
Il Busto
"Ammiraglio" della Zecca di Santiago del Cile,
Il Busto
"Immaginario" della Zecca di Città del Messico,
Quest'ultimo merita una
propria digressione, dato che per la Zecca di Lima rappresenta sicuramente la
più grande eccezione mai realizzata.
Nella Zecca di Lima, sebbene
si coniassero monete in nome di Carlo IV nel 1809 datate con l’anno precedente,
si produssero pezzi con il ritratto di Ferdinando VII. Dato che non si contava
con il Busto ufficiale, né con i punzoni necessari per realizzarlo, il punzone
fu fabbricato localmente per cui venne chiamato “Busto Limegno” certamente
molto strano e di innegabile influenza indiana.
Questi punzoni si utilizzarono
fino all'arrivo e messa in servizio di quelli ufficiali provenienti dalla
Spagna nel 1811.
Poiché i punzoni per oro ed
argento con il “Busto Limegno” si produssero nel 1809, si considera che allo
stesso tempo si fabbricarono monete datate con l’anno anteriore. I pezzi con
queste due date (1808 e 1809) corrispondono al cosiddetto "primo
tipo" e presentano il Busto più grande che negli anni successivi fino al
1811, includendo anche variazioni nei tratti del viso.
Con l'arrivo dei punzoni
ufficiali alla fine del 1810 od all'inizio del 1811, questi cominciano ad
essere utilizzati nella Zecca di Lima uguagliando così le proprie monete a
quelle coniate nelle altre zecche americane.
Una curiosa differenza tra i busti
per le Indie di Prieto (Carlos III) di González Sepúlveda (Carlo IV) ed il
Busto "Indiano" di José María Fernández de Soto (l’artista
responsabile dei peculiari busti che rappresentano Fernando VII nei conii
limegni fino al 1811) è che:
- Carlos III ha la spilla e lo
spallaccio dell'armatura a destra del campo della moneta,
- Carlos IV ha la spilla e lo
spallaccio dell'armatura a sinistra del campo della moneta,
- Fernando VII (Busto
Immaginario) torna ad avere lo spallaccio dell’armatura a destra del campo
della moneta.
Il grado di torsione o di giro
del collo sulle spalle fa la differenza tra i 3 busti.
Seppur il Busto “Indiano” sia
di fattura grossolana, tuttavia è abbondante la somiglianza tra l'abito e la
forma del collo di Carlo III e del Busto "Indiano" di Ferdinando VII
che questa trasparenza mostra in il dettaglio.
Analizziamo, quindi, più da
vicino le caratteristiche degli 8 Reali di questo breve periodo (1808 - 1811)
per definirle il meglio possibile e così scendere verso i valori più bassi.
Nel DRITTO:
i) Lo Scudo di Spagna,
introdotto da Carlo III e mantenuto da Carlo IV, rimane esattamente lo stesso
anche sotto il regno di Ferdinando VII:
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta e qui si legge la seconda parte:
HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re e nella sua ultima ed ingegnosissima forma:
iv) Il valore della moneta
(8R) rimane sul contorno dopo Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta:
Nel regno di Fernando VII i
Saggiatori della Zecca di Lima furono:
JP di Juan Martinez de Roxas e Pablo Cano Malgarejo
(1808 circa 1821)
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDND
VII (per il 1808 e 1809) o FERDIN VII (per il 1809, 1810 e 1811) (per FERDINANDUS
VII - FERDINANDO VII ) a sinistra del busto, DEI GRATIA (PER LA GRAZI DI DIO)
alla destra del busto. Come spiegato sopra, negli anni 1808 e 1809 il Busto del
Re sarà più grande mentre per il 1810 e il 1811 il Busto sarà ridotto in
dimensioni;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re rivolto a
destra, apparentemente senza parrucca, laureato, con o senza piccolo riccio di
capelli sulla nuca, con laccio ed infula stilizzati e con diverse inclinazioni
e lunghezze e con mantello reale o clamide con spillone che copre un'armatura
nascosta della quale si apprezza solo lo spallaccio in pelle, spallaccio
situato sulla destra del campo della moneta.
Presentiamo qui di seguito
tutte le varianti che abbiamo trovato per spiegare il più estesamente possibile
la varietà di punzoni che si produssero in quegli anni a Lima e questo
inferiamo fu probabilmente dovuto al fatto che con le precarie condizioni
tecnologiche presenti nel Viceregno, non si raggiungeva la stessa durezza del
metallo utilizzato per la fabbricazione dei punzoni che si rompevano, quindi,
con frequenza.
FOTO
|
VALORE
|
ANNO
|
Saggiatori
|
NOTE
|
|
|
8 Reali
|
1808
|
JP
|
FERDND
Busto GRANDE
Testa GRANDE
2 ínfule lunghe, di uguale lunghezza e distanti
2 lacci
con il basso orizzontale
SENZA riccio di capelli nella nuca
|
8 Reali
|
1808
|
JP
|
FERDND
Busto GRANDE
Testa GRANDE
2 ínfule lunghe, di uguale lunghezza e vicine
2 lacci
con il basso orizzontale
SENZA riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDND
Busto GRANDE
Testa
piccola
2 ínfule lunghe, di uguale lunghezza, grosse e vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDND
Busto GRANDE
Testa GRANDE
2 ínfule lunghe, di uguale lunghezza fine e vicine
2 lacci
con quello sotto orizzontale
SENZA riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDND
Busto GRANDE
Testa
piccola
2 ínfule lunghe, di
differente lunghezza, grosse
y vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDIN
Busto piccolo
Testa
piccola
2 ínfule lunghe, di uguale lunghezza, fine e vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDIN
Busto piccolo
Testa
piccola
2 ínfule medie, di uguale lunghezza, fine e vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
|
8 Reali
|
1809
|
JP
|
FERDIN
Busto piccolo
Testa
piccola
2 ínfule medie, di differente lunghezza, fine e vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
|
|
|
8 Reali
|
1810
|
JP
|
FERDIN
Busto piccolo
Testa
piccola
2 ínfule di differente lunghezza, fine e vicine
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
8 Reali
|
1811
|
JP
|
FERDIN
Busto piccolo
Testa
piccola
2 ínfule, 1 appena visibile e l'altra corta e grossa
2 lacci inclinati verso il basso
CON riccio di capelli nella nuca
|
I 4 Reali seguono lo stesso
modello degli 8 Reali visto che gli spazi sono ancora sufficienti però già non
abbondanti di varianti come gli 8 Reali:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole domina il campo;
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta e qui si legge la seconda parte:
HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re come negli 8 Reali sopra;
iv) Il valore della moneta (4R)
rimane sul contorno dopo Monogramma della Zecca;
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDND VII
(per il 1808 e 1809) o FERDIN VII (per il 1809, 1810 e 1811) (per
FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA (PER LA
GRAZIA DI DIO) alla destra del busto. Già da questo valore non si apprezzerà
più la differenza tra Busto GRANDE e piccolo;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re segue il
modello descritto sopra.
I 2 Reali seguono lo stesso
modello seppur già gli spazi comincino a scarseggiare:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole domina il campo;
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta e qui si legge la seconda parte:
HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re;
iv) Il valore della moneta (2R)
rimane sul contorno dopo Monogramma della Zecca;
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN VII (per
FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA (PER LA
GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re segue il
modello descritto sopra.
Per le monete da 1 Reale:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole domina il campo;
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta e qui si legge la seconda parte:
HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re;
iv) Il valore della moneta (1R)
rimane sul contorno dopo Monogramma della Zecca;
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN VII
(per il 1809, 1810 e 1811) (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra
del busto, DEI GRATIA (PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re segue il
modello descritto sopra.
Anche in queste monete da ½ Reale
gli spazi cominciano a farsi estremamente piccoli e solo riducendo in scala
tutti gli elementi presenti nelle monete di maggior taglio è che si fabbricano
queste vere e proprie opere in miniatura:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole continua a dominare il campo;
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta soffre una piccola abbreviazione nella
parola “REX” di cui rimane solo la “R” e qui si legge: HISPAN ET IND R (RE
DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue ugualmente il titolo del Re;
iv) Il valore della moneta,
invece, sparisce;
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al contorno dopo il Monogramma della Zecca.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDND VII
(per il 1808) o FERDIN VII (per il 1809, 1810 e 1811) (per
FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA (PER LA
GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re segue il
modello descritto sopra.
Come per l’ultimo tipo di
“Cuartillos” di Carlo IV, per il periodo tra il 1808 ed il 1811 troviamo monete
da ¼ di Reale con:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole viene eliminato e rimpiazzato per il simbolo di Castiglia;
ii) La legenda al contorno viene
modificata: data di coniazione sotto la Torre, Iniziale della città di Lima (L)
alla sinistra della Torre ed il Valore della moneta in frazione (1/4) alla desta della Torre;
iii) Le iniziali dei
Saggiatori della Zecca spariscono.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno
viene eliminata;
ii) Il Busto del Re viene
rimpiazzato dal Leone simbolo di León.
FOTO
|
VALORE
|
ANNO
|
Saggiatore
|
NOTE
|
0,25 Reale
|
1808
|
JP
|
||
0,25 Reale
|
1809
|
JP
|
Non trovo la foto
|
|
0,25 Reale
|
1810
|
JP
|
||
0,25 Reale
|
1811
|
JP
|
Il Consiglio di Reggenza
commissionò all'incisore Félix Sagau e Dalmau (1786-1850) di progettare un
busto in tutta fretta ed nel bel mezzo di un caos politico e numismatico sia in
Spagna che nei regni d’oltremare per inviare i punzoni a tutti le zecche della
monarchia spagnola, su entrambi i lati dell'Atlantico.
Forse fu questa urgenza che diede
origine a che Félix Sagau, di fronte alle disposizioni della Pragmatica del
1772, progettò un morfotipo unico sia per la moneta continentale che per quella
indiana seguendo il modello destinato alle zecche americane, con "il mio real
busto, vestito all’eroica, con Clamide ed alloro" prescindendo quindi dei
requisiti per la Penisola, dove doveva plasmare "il mio real busto nudo,
con una sorta di mantello reale”.
Nelle monete peninsulari ed
indiane di Carlo III e Carlo IV gli incisori Tomás Francisco Prieto e Pedro
González Sepúlveda rispettarono la differenza che regolava la Pragmatica reale.
Però il caso fu diverso da ciò che successe con questo Busto “fernandino”
unificato, che venne così mantenuto dal 1808 al 1833.
Nel profilo inciso da Sagau il
monarca, di fatto, appare laureato con laccio sulla nuca e molto sottili e
lunghe basette tipiche di quel periodo preromantico.
L’incisore ritrae a Fernando
VII con corona di alloro (la corona di Giove) con le foglie di questa pianta attorno
alle tempie decorata con piccole bacche rotonde, frutti della stessa pianta.
Tuttavia, copre il torso solo
con Clamide, sotto la quale a malapena si intravvede (appena sotto la spilla)
una semplice ed appena percettibile armatura, rompendo così la norma o
tradizione inaugurata dagli incisori dei busti di Carlo III e Carlo IV per le
monete d'argento indiane, quando rappresentarono ad entrambi i monarchi con il
mantello, ma anche con un ben visibile guardabraccio o spallaccio - di solito
in pelle – dell’armatura.
Pertanto, dobbiamo affermare
che Félix Sagau, quando crea il morfotipo “fernandino” unificato (peninsulare ed
indiano) si aggiusta più alla lettera del precetto reale del 1772 rispetto ai
suoi predecessori giacché nel busto di Ferdinando VII, infatti, è appena
percettibile lo spallaccio protettivo, dal momento che, come previsto all'Articolo
III della Pragmatica menzionata, il Busto regio, per la moneta indiana d’argento
solo doveva essere rappresentato "con Clamide ed alloro", senza
riferimento ad armatura alcuna.
In ogni caso, dobbiamo anche
mettere in chiaro che con questo morfotipo unico Sagau violò le disposizioni della
Pragmatica del 1772 unificando la moneta della penisola ed indiana incidendo un
unico busto, poiché nel già citato ordine reale la moneta peninsulare d'argento
("quella che solo si conia nelle Zecche di questi Regni") doveva
comparire con il Busto Reale "nudo con una sorta di mantello reale"
senza riferimento alla corona cesarea d’alloro.
All’uguagliare entrambi i
busti prevalse, quindi, la variante indiana per rappresentare il monarca con la
testa laureata e che non era previsto nel prototipo peninsulare. Al preparare i
nuovi punzoni per i diversi valori in argento e oro con il nuovo busto di
Ferdinando VII Félix Sagau realizzò il suo capolavoro.
Con poche eccezioni, il
morfotipo gaditano rimarrà invariato, con alcune modifiche che non influenzano
l'essenza del disegno, fino al 1833, dal momento che, anche se nell'ultimo anno
– quello della sua morte - fu coniata in argento in Spagna un nuovo Busto del Re
di Mariano González Sepúlveda per le monete del rame delle Zecche peninsulari
che però praticamente non arrivò in circolazione, il ritratto originale di
Sagau rimase fino alla morte del monarca.
Il ritratto di Sagau è, ancora
una volta, un capolavoro del piú puro stile classico, fortemente influenzato
dalla accademismo e davidismo francese. Raffigura un Fernando VII giovane, dal
momento che in quel momento (se si considera l'anno 1810, in cui Sagau firmò le
matrici) il sovrano aveva solo 26 anni.
I suoi tratti lo identificano
con chiarezza: testa robusta, naso aquilino, mento prominente (classico
prognatismo Borbonico), fronte ampia, etc.
Il Museo della Zecca di Madrid
conserva quattro splendidi profili di cera rossa su cristallo opera di Félix
Sagau con il ritratto di Ferdinando VII. Questi i seguenti riferimenti:
R-184440, R-184793 (non trovo materiale iconografico su questo), R-184807 e
R-187341.
Non v'è dubbio che il secondo
avrebbe potuto essere uno studio preparatorio per il profilo utilizzato da
Sagau per preparare i punzoni del ritratto del monarca che si utilizzò dal 1811
nella monetazione d’argento della penisola ed indiana: testa laureata alla
romana con laccio sulla nuca e Clamide con spilla, escludendo del tutto in
questo caso lo spallaccio dell’armatura incluso nei busti di Carlo III e Carlo
IV.
Analizziamo, allora, più in
dettaglio, le caratteristiche degli 8 Reali di questo secondo periodo (1811-1821).
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna continua
ad essere esattamente lo stesso:
ii) La legenda al contorno, divisa
tra i due lati della moneta, presenta qui la seconda parte che legge: HISPAN ET
IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima è mantenuto e segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta
(8R) si mantiene al contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Ancora una volta ricordiamo
che durante il regno di Ferdinando VII, i Saggiatori della Zecca furono:
JP di Juan Martinez de Roxas e Pablo
Cano Malgarejo (1808 circa 1821)
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re verso
destra, senza parrucca, laureato, con laccio e infula e mantello reale o
Clamide chiuso da una spilla che copre un’armatura nascosta della quale si
intravvede solo lo spallaccio protettivo di cuoio protettivo che si trova alla
sinistra del campo della moneta (come suo padre, Carlo IV).
Come sempre, i 4 Reali seguono
lo stesso disegno degli 8 Reali visto che gli spazi sono ancora sufficienti.
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna continua
a dominare il campo:
ii) La legenda al contorno, divisa
tra i due lati della moneta, presenta qui la seconda parte che legge: HISPAN ET
IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta (4R)
si mantiene al contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il busto del re segue il
disegno descritto sopra.
I 2 Reali seguono lo stesso
disegno seppur gli spazi comincino ad essere stretti.
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna continua
a dominare il campo:
ii) La legenda al contorno, divisa
tra i due lati della moneta, presenta qui la seconda parte che legge: HISPAN ET
IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta (2R)
si mantiene al contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il busto del re segue il
disegno descritto sopra.
Per quanto riguarda le monete
da 1 Reale:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna continua
a dominare il campo:
ii) La legenda al contorno, divisa
tra i due lati della moneta, presenta qui la seconda parte che legge: HISPAN ET
IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta (1R)
si mantiene al contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il busto del re segue il
disegno descritto sopra.
Come già in precedenza, anche
in queste monete da ½ Reale gli spazi cominciano a farsi estremamente piccoli.
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole miniaturizzati continuano a dominare il campo;
ii) La legenda al contorno
segue divisa tra i due lati della moneta soffre una piccola abbreviazione nella
parola “REX” di cui rimane solo la “R” e qui si legge: HISPAN ET IND R (RE
DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue ugualmente il titolo del Re;
iv) Il valore della moneta,
invece, sparisce;
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al contorno dopo il Monogramma della Zecca.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re segue il
modello descritto sopra.
Finalmente, le monete da ¼ di
Reale continuano con lo stesso disegno:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole viene eliminato e rimpiazzato per il simbolo di Castiglia;
ii) La legenda al contorno viene
modificata: data di coniazione sotto la Torre, Iniziale della città di Lima (L)
alla sinistra della Torre ed il Valore della moneta in frazione (1/4) alla desta della Torre;
iii) Le iniziali dei
Saggiatori della Zecca spariscono.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno
viene eliminata;
ii) Il Busto del Re viene
rimpiazzato dal Leone simbolo di León.
Nei primi giorni del luglio
1821, il Viceré La Serna e le sue truppe evacuarono Lima abbandonando in fuga la
opulenta città ed intraprese la marcia verso le montagne (6 luglio 1821) per
poi dirigersi a Cusco portandosi tutte le macchine possibili della Zecca e
distruggendo quanto non si poteva trasportare.
Il 12 luglio 1821 fece il suo
ingresso a Lima il Generale San Martin, senza alcuna ostentazione, con la
volontá che il popolo peruviano stesso decidesse il suo destino, organizzando
una riunione generale a cui dovevano partecipare tutti i cittadini di spicco,
al fine di decidere sul da farsi, e che convennero che era urgente dichiarare
l'assoluta indipendenza del Perù (15 luglio 1821). La proclamazione solenne avvenne
il 28 luglio.
Il governo patriota stabilito
da San Martin nel 1821 non tardó in coniare una nuova moneta e sebbene i valori
della moneta reale non vennero cambiato, si diede un cambio all’impronta, facendo
notare che il Perù era un nuovo stato indipendente.
In mancanza di punzoni, nel
1821 e nel 1822 il governo patriottico dovette emettere monete d'argento con
l'effige del Re. La prima moneta d'argento con l'impronta indipendente fu
ugualmente del 1822: gli unici pezzi coniati a Lima in quell'anno.
Nel dritto di questa bella moneta
disegnata dal saggio Ippolito Unanue si può vedere il primo scudo del Perù e nel
rovescio un'allegoria della Virtù e della Giustizia e che si conosce come
"Perù Libero" o "Reale di San Martin".
Riportiamo qui di seguito
queste monete perché, anche se coniate dalle forze indipendentiste, vennero pio
riutilizzate, ripunzonandole, dai realisti.
Nel DRITTO:
i) Lo scudo d Spagna viene
sostituito dal nuovo scudo del Perù approvato dall'Assemblea Costituente il 20
ottobre 1821. Secondo la storia "consisteva in un paesaggio con il sole
che sorge dalle Ande visto dal mare, incorniciato da una corona di rami d’alloro
legati da una cinta d'oro. All'interno si riflettevano sul fondo azzurro del
firmamento, i gialli raggi del sole dietro le imponenti ripide montagne di
color marrone scuro che sorgevano dalla tranquillità dell'oceano blu e verde.
Dietro lo scudo, le bandiere degli Stati del Sud America e una palma di banane.
Era circondato a sinistra da un condor e a destra di un lama ".
La composizione era posta su di
una base barocca, sotto la quale si srotolava una pergamena con il motto
"RENACIÓ EL SOL DE PERU" (È RINATO IL SOLE DEL PERÚ) in lettere
maiuscole e sulla quale erano posti anche alcuni rami e fiori e l'alpaca. I
primi disegni vennero fatti da Francisco Javier Cortés su indicazioni dello
stesso José de San Martin.
ii) La legenda al contorno viene
ugualmente divisa tra i due lati della moneta come nei Reali monarchici, e qui si
legge la seconda parte: PERÚ LIBRE (PERÚ LIBERO) (da notare l’eliminazione del
latino e l’uso dello spagnolo: altra maniera per prendere le distanze dal
potere centrale del Re);
iii) Il monogramma della Zecca
di Lima viene mantenuto:
iv) Il valore della moneta
(8R) rimane sul contorno dopo il monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
I Saggiatori della Zecca
vennero riconfermati:
JP di Juan Martinez de Roxas e Pablo Cano Malgarejo (1822 al 1823)
vi) L’anno di coniazione viene
spostato nel DRITTO e posto sotto il nuovo Scudo.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: POR LA
VIRTUD Y LA JUSTICIA (PER LA VIRTÚ E LA GIUSTIZIA);
ii) La data di coniazione passa
al DRITTO;
iii) L'allegoria della Virtù e
della Giustizia sostituisce il Busto del Re.
In questo paio d’anni gli
indipendentisti coniarono solo monete da 8 Reali.
![]() |
| Generale César José de Canterac Orlic y Donesan |
Nel DRITTO:
i) Riappare lo scudo di
Spagna:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima è mantenuto:
iv) Il valore della moneta
(8R) rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nuovamente i Saggiatori della
Zecca vennero riconfermati:
JP di Juan Martinez de Roxas e Pablo Cano Malgarejo (1823)
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re verso
destra, senza parrucca, laureato, con laccio e infula e mantello reale o
Clamide chiuso da una spilla che copre un’armatura nascosta della quale si
intravvede solo lo spallaccio protettivo di cuoio protettivo che si trova alla
sinistra del campo della moneta (come suo padre, Carlo IV).
I 2 Reali tornano ugualmente al modello della Corona:
FOTO
|
VALORE
|
ANNO
|
Saggiatore
|
NOTE
|
8 Reali
|
1823
|
JP
|
||
8 Reali
|
1823
|
JP
|
Raro esemplare reconiato su di un 8 Reali
Independentista dello stesso anno
|
I 2 Reali tornano ugualmente al modello della Corona:
Nel DRITTO:
i) Anche qui riappare lo scudo
di Spagna:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima è mantenuto:
iv) Il valore della moneta (2R)
rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re tiene le
caratteristiche viste sopra.
Per le monete da 1 Reale ugualmente si torna al modello monarchico:
Per le monete da 1 Reale ugualmente si torna al modello monarchico:
Nel DRITTO:
i) Nuovamente appare lo scudo
di Spagna:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima è mantenuto:
iv) Il valore della moneta (1R)
rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re tiene le
caratteristiche viste sopra.
Finalmente, anche le monete da
¼ di Reale vanno con lo stesso disegno:
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna con le
Colonne d’Ercole viene eliminato e rimpiazzato per il simbolo di Castiglia;
ii) La legenda al contorno viene
modificata: data di coniazione sotto la Torre, Iniziale della città di Lima (L)
alla sinistra della Torre ed il Valore della moneta in frazione (1/4) alla desta della Torre;
iii) Le iniziali dei
Saggiatori della Zecca spariscono.
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno
viene eliminata;
ii) Il Busto del Re viene
rimpiazzato dal Leone simbolo di León.
![]() |
| El General José Ramón Rodil y Gayoso (o Galloso) Campillo |
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima è mantenuto:
iv) Il valore della moneta
(8R) rimane sul contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
I Saggiatori della Zecca
vennero di questo periodo furono:
JM di Juan Martinez de Roxas e Manuel Rodriguez
(1824)
Nel ROVESCIO dei Reali con Busto:
i) La legenda al contorno, divisa
tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN VII
(per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA (PER LA
GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re verso
destra, senza parrucca, laureato, con laccio e infula e mantello reale o
Clamide chiuso da una spilla che copre un’armatura nascosta della quale si
intravvede solo lo spallaccio protettivo di cuoio protettivo che si trova alla
sinistra del campo della moneta (come suo padre, Carlo IV).
Secondo quanto detto, nel
giugno 1823 le truppe del generale Canterac occuparono Lima e rimasero in
capitale per quasi un mese. Il 16 luglio, pochi giorni prima del compimento dei
due anni dal giuramento di indipendenza, l'esercito spagnolo lasciò la vecchia Città
dei Re e si diresse verso le montagne portando con se quanto di valore
monetario ed energetico poté caricare. La Zecca fu sistematicamente smantellata
e l’attrezzatura ed i macchinari che per le proprie caratteristiche potevano
essere trasportati vennero trasferiti a dorso di animale. Il resto della Zecca venne
consegnato alle fiamme.
Accompagnarono la marcia verso
le montagne anche alcuni degli ufficiali e dei dipendenti della fabbrica: il Sovrintendente
Pablo Terón, il Saggiatore e Contabile Tomás Panizo y Talamantes; la Guardia
Fernando Gonzales de Varea; il Contatore di Moneta Domingo Arriaga; il Portiere
Marcatore della Sala della Bilancia José Zapata ed il Guardiano della fonderia
Antonio Imperial Cárcamo.
Arrivate le macchine e le
attrezzature della Zecca a Huancayo rimase incaricato il Tenente Colonnello
Manuel Vigil del suo trasferimento alla nuova capitale spagnola a Cusco. Il
viaggio dovette essere difficile e pieno di problemi poiché dopo aver lasciato
Lima il 16 luglio, i dipendenti e le macchine arrivano a Huamanga solo tra il
18 e il 23 novembre e solo un mese dopo, il 19 dicembre, i documenti ci informano
dell'arrivo a Cusco.
Un documento sugli stipendi ci
spiega la mancanza di pagamenti e la malattia del Guardiano Cárcamo, che a
causa del suo delicato stato di salute rimase in Andahuaylas lungo il cammino dove
morì poco dopo.
Mentre Vigil compieva la sua
missione, il Viceré ordinava il 28 novembre 1823 che il Tesoriere della Zecca
di Potosi, Manuel Solares venisse inviato a Cusco per gestire la nuova Zecca.
Solares, accettato l'ordine superiore viaggiò a Cusco e come compagni si portó
al Contabile Juan Bautista de la Roca ed al Saggiatore Gregorio Carril.
Uno dei problemi che
l'amministrazione spagnola doveva affrontare per quanto riguarda la Zecca era
la sua possibile ubicazione. Le circostanze agirono favorevolmente, poiché in
quel periodo i religiosi del Convento e Ospedale di San Juan de Dios avevano svuotato
i loro locali con il progetto di venderli. Poiché il luogo dei religiosi era
idoneo, fu deciso di stabilirvi la Zecca.
Nei documenti del tempo ed
alcuni posteriori, è possibile apprezzare la difficoltà che l'autorità
coloniale ebbe nell'ottenere la materia prima necessaria alla nuova Zecca negli
ultimi mesi di governo spagnolo in Perù. I repubblicani sostenevano che la
resistenza a consegnare la materia prima era dovuta allo zelo patriottico per
la causa della libertà condivisa da peruviani, ma appare più opportuno
considerare responsabile per l'occultamento dei metalli il notevole declino
sperimentato subíto dall'economia del Cusco negli anni precedenti a quelli che
esaminati qui, in aggiunta ai giusti timori prodotti dalla crisi politica del
momento. Tuttavia, anche con tutti questi fattori in contro, la Zecca di Cusco significò
un importante sollievo alle finanze dell'ultimo ridotto coloniale in Perù.
Il 16 gennaio 1825, lo stesso
giorno che Ferdinando VII firmava in Spagna l'autorizzazione a fondare una Zecca
a Cusco, il nuovo Contabile, Juan Bautista de la Roca, informò le autorità
della città che la Zecca aveva coniato nei giorni 4, 12 e 15 dello stesso mese.
Annotava, inoltre, de la Roca
che il lavoro continuava con gli stessi punzoni spagnoli e la data 1824, dopo
aver cambiato solo l'iniziale del Saggiatore giacché la posizione era passata
da Tomas Panizo y Talamantes, che firmava con una "T" a Gregorio Carril che marcava le sue monete con
una "G".
Grazie a queste informazioni
lasciate dal de la Roca, è possibile distinguere le monete spagnole del Cusco
dalle monete repubblicane coniate nel 1825.
Nel DRITTO:
i) Lo Scudo di Spagna è esattamente lo stesso:
ii) La legenda al contorno continua
divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che legge:
HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Cusco...
…occupa la stessa posizione di
quello di Lima in precedenza
iv) Il valore della moneta
(8R) rimane sul contorno dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
I Saggiatori della Zecca di
Cusco furono:
T di Tomas Panizo e Talamantes
(1824)
G di Gregorio Carril (1824)
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re verso
destra, senza parrucca, laureato, con laccio e infula e mantello reale o
Clamide chiuso da una spilla che copre un’armatura nascosta della quale si
intravvede solo lo spallaccio protettivo di cuoio protettivo che si trova alla
sinistra del campo della moneta (come suo padre, Carlo IV).
I 2 Reali uguali a quelli di
Lima:
Nel DRITTO:
i) Anche qui lo scudo di
Spagna è esattamente lo stesso:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Cusco segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta
(2R) rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re tiene le
caratteristiche viste sopra.
Per le monete da 1 Reale ugualmente si torna al modello monarchico:
Per le monete da 1 Reale ugualmente si torna al modello monarchico:
Nel DRITTO:
i) Anche qui lo scudo di
Spagna è esattamente lo stesso:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Cusco è mantenuto:
iv) Il valore della moneta
(1R) rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine le iniziali dei
Saggiatori della Zecca seguono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re tiene le
caratteristiche viste sopra.
6 - LA MONETA OSSIDIONALE REALISTA DELLA ZECCA NEL REAL FELIPE NEL PORTO DEL CALLAO
6 - LA MONETA OSSIDIONALE REALISTA DELLA ZECCA NEL REAL FELIPE NEL PORTO DEL CALLAO
Dopo la battaglia di Ayacucho
il 9 dicembre 1824, il potere spagnolo in Perù si riduce alla resistenza del
Generale Rodil e del suo contingente che rifiutarono di arrendersi e
rifiutarono di riconoscere la capitolazione della Battaglia di Ayacucho anche
se i difensori non erano a conoscenza di una clausola segreta che non era
inclusa in quella capitolazione, per cui gli assediati rimanevano con piena
responsabilità di procedere fin dove permetteva il loro onore e patriottismo.
Sebbene né Rodil né la guarnigione
programmarono una resa, non c'era già più speranza nei rinforzi dalla Spagna
dopo più di un anno di inutile attesa.
La guarnigione stessa si
nutriva di topi in assenza di altri prodotti alimentari disponibili e con le
munizioni quasi terminate, per cui si iniziano le trattative con il Generale
Salom l’11 gennaio 1826 e concludono con la consegna della fortezza il 23 dello
stesso mese.
La sorprendente resistenza del
leader monarchico meritò che Simon Bolívar dicesse a Bartolomé Salom dopo la
vittoria, quando quest'ultimo gli chiese la fucilazione di Rodil
"L'eroismo non è degno di castigo".
La capitolazione permise
l'uscita degli ultimi sopravvissuti dell'Esercito Realista (solo 400 soldati
dei 2.800 presenti all'inizio) con tutti gli onori. La maggior parte dei
civili rifugiati era già morta ed i rimanenti erano dei sospetti cospiratori per le nuove
autorità della Repubblica e molti, in realtà, salparono rientrando in
Spagna. Rodil salvò le bandiere dei reggimenti Real Infante ed Arequipa, gli
altri rimasero come trofeo di guerra del vincitore, poco dopo si imbarcava per
la Spagna accompagnato da un centinaio di ufficiali e soldati spagnoli che
avevano servito sotto il suo comando. Si eliminava così l'ultimo baluardo
dell'Impero Coloniale Spagnolo in Sud America.
In poco più di un anno di
occupazione del Real Felipe, anche se nelle sue dettagliatissime memorie il
Generale Rodil non ne fa menzione, apparentemente si coniarono monete da 2 Reali
con gli utensili portati da Lima in precedenza ed il/i cui Saggiatore/i
sconosciuto/i garantiva/no le monete con la sigla "IR".
Una foto di pessima qualità di
tale moneta si trova nella pubblicazione "Monete Ossidionali
Ispano-americane" di J. T. Medina pubblicato a Santiago del Cile nel 1919.
Nel DRITTO:
i) Lo scudo di Spagna è
esattamente lo stesso delle monete monarchiche di Fernando VII:
ii) La legenda al contorno
continua divisa tra i due lati della moneta e presenta qui la seconda parte che
legge: HISPAN ET IND REX (RE DEGLI SPAGNOLI E DEGLI INDIANI);
iii) Il Monogramma della Zecca
di Lima segue il titolo del Re:
iv) Il valore della moneta
(2R) rimane sul bordo dopo il Monogramma della Zecca:
v) Infine la/le iniziale/i
del/i Saggiatore/i (IR) della Zecca segue/ono al valore della moneta;
Nel ROVESCIO:
i) La legenda al contorno,
divisa tra i due lati della moneta, riporta sul ROVESCIO la prima parte: FERDIN
VII (per FERDINANDUS VII - FERDINANDO VII) a sinistra del busto, DEI GRATIA
(PER LA GRAZIA DI DIO) alla destra del busto;
ii) La data di coniazione
conserva il suo posto ed, in questo caso, sotto il busto;
iii) Il Busto del Re tiene le
caratteristiche viste sopra.
FOTO
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VALORE
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ANNO
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Saggiatori
|
NOTE
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2 RealI
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1826
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IR
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Coniata nel Real Felipe del Callao dai
Realisti guidati dal G.ral Rodil prima della capitolazione del 22 Gennaio 1826.
|
In meno di quattro anni,
quindi, la città cambiò cinque volte di mano.
Da qui a Lima e Cuzco non verranno più
coniate monete se non peruviane.










































































































































